Quale curriculum utilizzate?
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È una delle domande che ci viene posta più spesso.
La risposta breve è semplice:
Utilizziamo il mondo.
Promontory non acquista un curriculum preconfezionato da grandi case editrici, e questa è una scelta intenzionale.
Innanzitutto, i programmi completi “in scatola” sono costosi. Quel costo viene inevitabilmente trasferito alle famiglie. Preferiamo investire direttamente nelle persone - in gruppi piccoli, nel dialogo sostenuto e in educatori di alto livello — piuttosto che in materiali standardizzati.
In secondo luogo, l’educazione non è statica. Nel momento stesso in cui un curriculum prodotto in massa viene stampato, distribuito e implementato, sta già iniziando a diventare obsoleto. In un mondo in cui la conoscenza evolve rapidamente, la flessibilità è essenziale.
Ma la ragione più profonda è filosofica.
Ogni grande editore porta con sé una visione implicita di ciò che l’apprendimento dovrebbe essere — quanto velocemente procedere, come sequenziare i contenuti, cosa enfatizzare e cosa trattare superficialmente. Quando un programma adotta un unico sistema acquistato, adotta implicitamente anche quella prospettiva.
Noi scegliamo di non essere vincolati a una sola voce.
Progettiamo invece il nostro curriculum internamente. Questo non significa improvvisazione. Significa chiarezza prima di tutto.
Definiamo con precisione quali abitudini intellettuali vogliamo coltivare negli studenti: rigore matematico, profondità nella lettura, scrittura analitica, pensiero interdisciplinare, problem-solving sostenuto, ragionamento espresso pubblicamente. Poi selezioniamo — o costruiamo — le migliori risorse disponibili per servire questi obiettivi.
In matematica, questo può includere testi avanzati di problem-solving, opere classiche di divulgazione matematica, raccolte di enigmi logici e sfide ricreative, tecniche di calcolo mentale e sistemi algoritmici strutturati. In altri ambiti, attingiamo a fonti primarie, ricerche contemporanee, piattaforme digitali selezionate con cura e materiali progettati direttamente dal nostro corpo docente.
Questo approccio non è frammentario. È curato.
La Finlandia (considerata da anni uno dei sistemi educativi più solidi al mondo) riconosce agli insegnanti un’ampia autonomia professionale nella progettazione delle esperienze di apprendimento, in base alla propria competenza e alla realtà degli studenti. Rispettiamo questo modello. Quando un docente è costretto a seguire anno dopo anno un programma rigido e prescrittivo, la vitalità intellettuale si affievolisce. Quando invece è chiamato a progettare, la sua professionalità cresce — e gli studenti ne traggono beneficio.
Un curriculum vivo è adattabile. Risponde al livello di preparazione degli studenti. Integra nuove scoperte e nuove prospettive. Permette alle connessioni interdisciplinari di emergere in modo naturale, senza essere forzate in schemi artificiali.
Soprattutto, colloca la responsabilità dove deve essere: negli educatori.
Se progettiamo noi il curriculum, non possiamo attribuire la responsabilità a un editore. Dobbiamo sapere con esattezza perché facciamo ciò che facciamo. Questa responsabilità rafforza il rigore, non lo indebolisce.
Oggi esistono risorse straordinarie. Quando queste risorse vengono poste nelle mani di educatori esperti, riflessivi e consapevoli, che lavorano in gruppi contenuti, il risultato non è confusione. È coerenza senza rigidità.
In un mondo rapido, complesso e ricco di opportunità, gli studenti non hanno bisogno di un programma che li addestri a completare pagine. Hanno bisogno di un’educazione che li formi a pensare.
Questo è il curriculum che utilizziamo.
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